Two of this year’s, Edoardo Winspeare’s I Galantuomini (Brave Men)http://www.youtube.com/watch?v=5iLJHmqznCg and Marco Amenta’s La Siciliana Ribelle (The Sicilian Girl)http://www.youtube.com/watch?v=n-roDzGdZ30 are mob stories. A third, Italy’s official candidate for the 2010 Academy Award for Best Foreign Film, Giuseppe Tornatore’s Baarìahttp://www.youtube.com/watch?v=vTKhPCdu9ag shows us three generations of a poor family in a Mafia-dominated province of Palermo. Sadly, I didn’t make it to the screening of Marco Bellocchio’s Vincere(Win!)www.youtube.com/watch – it was a real stand-out at Cannes... but I did take my daughter to Nico Cirasola’s Focaccia Blueswww.youtube.com/watch, a truly tasty treat. All of the films are in Italian with English subtitles.
Baarìa is a sweet film that could have been called Nostalgìa. At times it feels like flipping through someone else’s family photo album, page… by… page. Baarìa reminded me a lot of Tornatore’s unabashedly romantic Nuovo Cinema Paradiso (1988), but it’s well worth renting. Roberto Scianna and Margareth Madé are a pleasure to watch, and Tornatore’s real talent is in showing us the beauty in even the ugliest facets of his hometown.
Before diving into this year’s mob stories, I need to backtrack a bit. One of last year’s biggest Italian films was Matteo Garrone’s Gomorrah, based on Roberto Saviano’s journalistic exposé of organized crime in the Naples area. Aside from the biblical allusion, “Gamorra” is the Neapolitan pronunciation of “Camorra,” the primary criminal organization operating in the Campania region. (“Mafia” refers specifically to organized crime in Sicily.) Now the Camorra wants to kill Roberto Saviano, who has a permanent police escort and must be very secretive about where he is staying. Gomorrahis a tough film to watch. Much of it focuses on teenagers – children, really – growing up in a poisonous and practically inescapable atmosphere.
Similarly, set in the 1990’s, Brave Men centers on Lucia, a single mother living in the Salento peninsula of the Puglia region, or the “heel” of the Italian “boot.” With easy access to the then-booming illegal arms trade in the Baltic States, mobsters on the Adriatic coast – primarily Albanian gangs, the southern Italian ‘Ndrangheta and the Pugliese Mafia – were up to their ears in illicit weapons, and they killed a lot of each other to prove it. Don’t believe press releases that describe this film as a blend of drama and romantic comedy. There is nothing funny about Lucia’s life or the brief escape she has from it. She gets only one night with her former childhood friend, Ignazio. He’s now a criminal prosecutor, who is still in love with the bright, sassy girl Lucia used to be. Sadly, that girl is long gone.
After Gomorrah and Brave Men I was curious to see what has been billed as a “hopeful” Mafia story. Amenta’s The Sicilian Girl is about the life of Rita Atria. Renamed Rita Mancuso in the film, she breaks the omertà code of silence and becomes a witness in a major criminal investigation, after her father and brother are killed in a Mafia war. At this point, her days are numbered. The film was recently purchased by Music Box Films and should appear in American theaters next Spring. Like Gamorra, it’s not for everyone, but it’s a real eye-opener for anyone who got hooked on “The Sopranos” and thinks mob stories are entertainment. Most interesting for me was the discussion following the film, when director Marco Amenta and actress Veronica D’Agostino, who portrays Rita in the film, sat down for an interview with Silvia Bizio, Artistic Director of “Cinema Italian Style.”
D’Agostino comes from Lampedusa, an Italian island located closer to Tunisia than to Sicily. Lampedusa has a long history of piracy, smuggling, and – more recently – a refugee crisis, due to the continual flow of immigrants hoping to enter Europe from Africa. Because of this, D’Agostino’s words were more credible than the typical actress’s “I loved this character,” lip service:
“Playing Rita affected me a lot, because she was a strong and at the same time sweet girl, and it made me see many things that I hope stay with me, like how important it is in life to be honest, and believe in truth and sincerity.”
Later, an audience member asked Amenta if he was in danger from the Mafia.
“I hope not,” he replied, “the difference between the Mafia and Camorra, which is in Naples – because you’ve probably heard what’s written about the author of Gomorrah – is… the history of Cosa Nostra, the Sicilian Mafia; they are old, older than the Camorra, and so, as I said, now they are more… they kill very few now.”
While the audience had a hard time controlling their nervous laughter, at his response, Amenta explained that violence and threats draw attention to the Mafia, which prefers to continue doing business in secret… “so they accept a lot more than before, in the past. I mean, a lot more judges that arrest many of them, or even a journalist or a director that makes a movie.”
So, after sitting through hours of dialog in Italian, I remain perhaps too stereotypically American. After all, my favorite film in the bunch was Focaccia Blues, a sometimes silly but always pleasant visit to Altamura, a city in the Puglia region. Altamura has neither majestic mountains nor a view of the sea, but it can always boast that it has “the bread that killed McDonalds.”
Oggi è l'ultimo giorno di Homecoming al liceo di mia figlia, l’unico liceo della città. Homecoming è una tradizione americana, 2-3 giorni quando accogliono gli ex allievi di un’istituto come il liceo o l’università. Di solito comprende una sfilata per le vie della città, una partita di football e una festa per gli alunni. In molti casi gli alunni scegliono un re e una regina (o solo una regina e la sua corte) a presidere agli eventi come il Pep Rally prima della grande partita.
Purtroppo quest’anno è accaduto qualcosa di terribile: martedì sera un ex allievo è stato sparato e ucciso in un parco vicino al liceo. I poliziotti dicono che l’omicidio è stata legato alle bande criminali, come se fosse successo su un altro pianeta. Tuttavia il ragazzo aveva ancora molti amici alla scuola, quindi il liceo ha offerto il solito Grief Counseling, psicoterapia dopo gli eventi traumatici. Gli alunni, invece, non hanno avuto una reazione di tristezza estrema o dolore; hanno avuto una reazione di paura. Molti dicono che non andranno stasera a guardare la partita, dicendo: “Se quel ragazzo era legato alle bande forse i suoi amici cercano vendetta. Questo non me lo aspettavo... non si sa mai chi ha a che fare con le bande.” Non domandano Grief Counseling, domandano protezione. (Bravi!)
Hanno pubblicato l'intervista! Avrei dovuto togliere qualche riga, e ho sbagliato riguardo agli studenti (ingresso gratuito per tutti i studenti/giovani, erano amessi tutti i giovani, anche ragazzi minorenni, NON SOLO californiani - era solo che avevo visto solo studenti californiani)... Ma sono contenta!!!
dove ieri sera era tutto esaurito per il concerto dei Decemberists www.decemberists.com/...
insomma dove gli spettatori sono abituati ad ascoltare musica indipendente, alternativa e/o internazionale.
Ho pagato $60 per il concerto del Battiato (sicuramente un buon affare) e avrei pagato altri $60 per il concerto di Giovanni Allevi, gli Africa Unite e i Calibro 35, per non parlare dei Negrita (per cui avrei avrei pagato molto di più).
Grazie all'ispirazione di Francesco Del Maro di Mela, Inc. Los Angeles e Music Experience Roma, è nata (H)itWeekL.A.: 6 giorni e notti di musica, cinema, moda, design, cucina, vino e motociclette Ducati. (Ma speriamo che le ultime due cose siano state tenute distinti, no?) Stuffo di sentire la domanda, "E' un musicista italiano, allora suona il mandolino?" Del Maro voleva farci conoscere la vera musica italiana, invitando i Negrita, Giovanni Allevi, gli Africa Unite, Le Vibrazioni, i Calibro 35, gli Afterhours, Daniele Luppi, i Belladonna, The Niro, Amana Melomé, i Jesus Was Homeless, Marco Fabi, e Franco Battiatoal nostro umile paese. Hit Week è iniziata con una mostra personale dei quadri del Battiato, e durante il week-end si sarebbero svolti tre concerti: gli altri musicisti e gruppi venerdì e sabato sera al teatro Henry Fonda a Hollywood (con ingresso gratuito per gli studenti e studentesse californiani) e il terzo al Broad Stage di Santa Monica, 400 posti pagati per l'opportunità di ascoltare uno dei più grandi musicisti italiani di sempre.
Sono andata alla festa e il concerto di venerdì 16 ottobre, ma sono arrivata tardi e ho visto solo i Linea77. Peccato che non abbiano raggiunto molti ragazzi latino-americani. Dei Linea77 ho sentito dire, “Sono così East L.A.!” (era un complimento) ma direi che a questo evento c’erano pochi che venivano dalla East Side. Di quello che ho sentito sulla pista gli americani non hanno apprezzato molto i Belladonna, e gli headliner – Le Vibrazioni – non hanno suonato. Per gli Afterhours c’era un solo problema: gli spettatori che sono rimasti fino alle 23.30 (quando hanno iniziato) si erano ubriacati alla festa sul tetto del teatro e non volevano scendere per l’ultimo gruppo. Ma erano davvero gli ultimi a suonare? Non lo so... me ne sono andata.
Fortunatamente sono tornata per il concerto del 17... purtroppo sono arrivata troppo tardi per la performanza di Marco Fabi (lo stavo fissando ieri sera al concerto del Battiato – ma com’è bello ;-) c’è qualcuno che mi possa dire se è anche bravo?) Per me prima c’era Amana Melomé che avevo visto un anno fa al Palms Bar, un club lesbico. Non mi piace molto... ma quando i Calibro 35 hanno detto, “Abbiamo 2 minuti in più,” gli spettatori (me inclusa) hanno gridato, “No!” Quando hanno finito ho sentito sulla pista delle urla tipo, “That was awesome!” ed ero contenta di vedere i ragazzi americani che mandavano degli sms ai loro amici: Ho appena ascoltato un gruppo... Ieri sera un certo manager americano mi ha detto che vuole occuparsi dei loro futuri eventi in California Eccoli, indossando le maschere da sci come ladri di banca:
(Scusatemi, ma si sono scaricate le pile della mia macchina fotografica e ho dovuto fare foto con il cellulare :-((()
Dopo i Calibro 35 ha suonato il virtuoso Giovanni Allevi. Direi che il Music Box non era adatto al pianista. Dovrebbe tornare a suonare a Royce Hall dell’UCLA, magari all’Hollywood Bowl, dove gli spettatori non devono fare Shhh-shhh alla gente che beve e parla al bar. E’ bravissimo e merita tutta l’attenzione dell’audience.
Il primo gruppo a farci ballare sul serio erano gli Africa Unite. Non ho parole... bhé, solo una: spettacolari! – è tutto il giorno che canto, “Mentre Fuori Piove.”
Poi... a mezzanotte e 20... i fantastici Negrita!
Hanno suonato tra gli altri i brani Che Rumore Fa La Felicità, Il Libro in una mano, la Bomba Nell’altra, e 20 secondi di Rotolando Verso Sud... poi Pau ha detto, “è rotta la chitarra” e hanno cambiato canzone.
Franky è stato molto simpatico con le ragazze sotto al palco e anche con la vecchia Strega29+. Qui canta con me (ovviamente senza microfono): “da vivere insieme, insieme, insieme...”
Mi sono divertita come una matta, ma alla fina ero troppo stanca per andare alla After Party con i Negrita (e avevo promesso di leggere la bibbia nella liturgia alle NOVE). Ho mandato in pensione il mio braccialetto VIP e sono tornata a casa. Includo questa foto solo perchè si vede quant’è stato piccolo il luogo. I Negrita, che riempiono gli stadi d’Italia hanno avuto – quanti? – 100 spettatori a Hollywood. Allora sarà per la prossima volta, la prossima Hit Week... ce ne saranno altre, vero, signor Del Maro? A proposito, complimenti!
Chiudo con questo: anche se canta in italiano gli americani hanno apprezzato molto le canzoni di Franco Battiato. Ha cantato per più di un’ora e mezza più 2 attesi encore e 2 attese ovazioni. Alla fine Battiato ha dovuto dire, “Facciamo l’ultimo, okay?” ed è scappato via alla fine della canzone. Siamo rimasti in piedi ad applaudire i musicisti che l’hanno accompagnato. E’ stata una bella fine... una bella settimana.
Questa sono io, oggi alle 1600:
Dove? Al settimo cielo... in realtà al Sunset Marquis Hotel, a pochi passi dal Whisky a Go Go sulla famosa Sunset Strip a Hollywood. Stavo per fare un'intervista a Franco Battiato, di cui non ho domandato il permesso di postare la foto. Anche se l'avessi fatto, la foto la terrei privata. E' mia!
Per il testo dell'intervista devi aspettare la prossima edizione di SuperGaCineMagazine www.supergacinema.it/, ma sedendomi qui stasera ho dovuto scrivere qualcosa. Ho pensato prima alla frase inglese to watch, "da guardare," che ha il senso di "da seguire," degno di nota. Per la maggior parte degli americani, Battiato è nuovo, un musicista e/o un regista "da seguire."Dopo di incontrarlo e vedere com'è pieno di idee, filosofia, arte... posso dire, come forse già sai, che è anche una persona da seguire, una persona degna del massimo rispetto.
Finalmente mi è venuta in mente la frase Renaissance man, Uomo universale. E' stato Leon Battista Alberti a scrivere “un uomo può fare tutto perché lo voglia.” Fra le sue composizioni, i suoi quadri, i suoi film e - dato che sono americana - milioni di cose di cui non so niente, Franco Battiato ci fa vedere cosa si può fare con la volontà.
Allora i chirghisi sono andati via. Stamattina verso le 10 mi hanno detto, "Andiamo," e ho detto, "Va bene." Poi li ho visto fuori con le loro valige. Vorrei chiarire che è stato un piacere avere la mia amica, i miei cugini e i ragazzi dal teatro come ospiti nella nostra casa. Sono delle persone interessanti, spiritose e cordiali. Forse anche i miei ex ospiti chirgisi sono cosi, quando non stanno con me.. In ogni caso, oggi per un paio di ore non c'era nessuno in casa e ho sprecato il tempo guardando YouTube. Ho trovato questo video della squadra di rugby femminile dell'Università della California, Los Angeles (UCLA):