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   Don't trust anyone over 30 - Jerry Rubin

 



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giovedì, 31 gennaio 2008
 

Hollywood Sign

Sono nata a San Francisco.  Vivo qui a Los Angeles da 11 anni.  Communque ieri, per la prima volta, ho montato la collina...

Tutto per Giulo Della Rocca (ilsid.splinder.com/).  Guarda come sono brava come amica splinderiana

CIMG0207


Non lo sapevo, ma sotto il famoso Hollywood Sign, c'è il dog park più fotografato del mondo.

Ed
è stata una sorpresa vedere queste bandiere sulla casa in cima alla Lake Hollywood Drive, come se un esercito italo-americano avesse conquistato la collina.  Bhè la casa è abbastanza grande da ospitare un esercito.
CIMG0210
postato da strega29 | 03:00 | commenti (7)
americani, blogger, hollywood


mercoledì, 30 gennaio 2008
 

CHE PAURA

Mi stringe lo stomaco.  Alle 3.15 del pomeriggio ho ricevuto un SMS da mia figlia:

Mommy
sarò in ritardo.  Siamo in lockdown.

Lockdown.  Le immagini mi inondavano la mente:  Virginia Tech 9 mesi fa, Columbine nel 1999, Nickel Mines, Pennsylvania nel 2006.


Non sono riuscita a raggiungerla sul cellulare e non rispondeva ai miei sms. 
Mi è venuta una nausea fortissima.  Non sono riuscita a chiamare nessuno nella mia famiglia allora ho composto il primo numero che mi è venuto in mente, la madre di un'amica di mia seconda figlia.  Non ha un figlio alla scuola media ma le ho chiesto se poteva controllare i telegiornali e il computer.  Era impossibile avvicinarmi alla scuola ma potevo vedere gli elicotteri.  Ho chiuso la telefonata, sperando di ricevere una risposta da mia figlia.

I poliziotti avevano chiuso tutte le strade intorno alla scuola (vedi il link sotto) allora ho deciso di prendere i miei altri figli alla casa e tornare alla scuola pi
ù tardi. Ho chiamato la madre che avevo telefonato prima e mi ha detto che i poliziotti stavano per lasciare uscire gli alunni.  Questa volta ho preso un'altra strada alla scuola:  Wilshire Boulevard, una delle più importanti strade di Los Angeles.   Anche quella strada era chiusa a tre isolati dalla scuola.   Fortunatamente, gli alunni erano costretti ad andare alla prima strada che ho scelto io.  Anche quella strada era bloccata, ma ho aspettato nella macchina mentre decine di genitori camminavano verso la scuola da tutte le direzione, quasi tutti parlando al cellulare.  Finalmente ho ricevuto una chiamata da mia figlia.  Le ho detto dove ero e mi ha trovata.

Mi ha spiegato che era nell'ultima classe quando hanno sentito l'annuncio:  Abbiamo un Lockdown.  Chiudere le porte e le blindate.  La maggior parte degli alunni credeva che fosse un'esercitazione.

Poi c'erano tanti annunci:  Insegnanti:  Accendete la vostra e-mail.  Insegnanti:  Bloccate le vostre porte.  Insegnanti:  State attenti che nessuno si avvicina alle finestre...

Alcune ragazze erano impaurite.  Fuori della scuola alcuni genitori hanno sentito il loro pianto, ed
è stato difficile per i poliziotti tenerli lontani dalla scuola, ma volevano assicurare che non c'era nessuno fuori della scuola.  Poi hanno bussato alle porte delle classe.  Mia figlia dice che un poliziotto è arrivato verso le 3.40 e ha detto che gli alunni dovevano camminare lentamente verso il portone, senza fermarsi e senza parlare, fino all'uscita "di sicurezza" a due isolati dalla scuola.  Ha detto:  "Anche se vedete i vostri genitori è importante rimanere nella coda e NON provare a toccarli.  I poliziotti non conoscono i vostri genitori e potremmo fargli male se attraversassero il nastro giallo."

Mia figlia ha detto che non aveva paura ma
è stato strano camminare in mezzo alla strada vuota.

Adesso ho in testa la canzone  "I Don't Like Mondays" dei Boomtown Rats.  Si tratta dell'uccisione del preside e un custode e 2 bambini colpiti dal fucile della ragazza sedicenne Brenda Spencer a Cleveland Elementary, San Diego nel 1979.  Oggi, grazie a Dio non
è successo niente.  Qualcuno ha telefonato alla scuola a dire che c'era "qualcuno con un'arma" fuori della scuola.  In ogni caso, oggi direi che I don't like Tuesday.

Qualche foto fatta dai telegiornalisti:

www.knbc.com/slideshow/15169298/detail.html


martedì, 29 gennaio 2008
 

Mi date un suggerimento?

Giovedì 31 gennaio canterò alla festa multiculturale alla scuola.  (Non preoccupartevi, canterò in inglese.)  Devo portare un piato tipico del paese d'origine di uno dei "antenati" dei miei figli, allora devo scegliere fra Irlanda, Norvegia, Svezia, Scozia e Italia.  Potrei portare il pane irlandese soda bread (ho una buona ricetta da mia nonna irlandese - come agente lievitante viene usato solo il bicarbonato di sodio), il lutefisk norvegese (merluzzo lasciato nella soda a marinare), del cibo comprato all'Ikea o... cucina italiana - ho molte buone ricette.  Non preparo l'haggis o nessun'altra roba scozzese.

  Cosa porteresti alla festa?  Sii specifico/a se mi suggerisci 'cucina italiana.'



lunedì, 28 gennaio 2008
 

Ma attenti signori ai vostri commenti ;-)

11 consigli per rendere più efficienti le donne impiegati:
(dalla rivista Mass Transportation, luglio 1943)
1.     
Scelgete donne giovane e sposate.  Di solito hanno un senso di risponsabilità più sviluppato delle loro sorelle non sposate.  Sono meno adatte a flirtare.  Se non avessero bisogno del lavoro non lo farebbero.  Hanno ancora la vitalità e l’interessa di fare un lavoro duro e di occuparsi dei clienti.
2.      Quando è assolutamente necessario impiegare le vecchie, cercate di prenderne quelle che hanno lavorato prima fuori casa.  Le vecchie che non hanno mai incontrato il pubblico hanno difficoltà ad adattarsi e sono inclini ad essere irascibili e puntigliose.  Va sempre bene farle capire l’importanza di cortesia e cordialità.
3.      E’ risaputo che le ragazze “ben piantate” – quelle che sono “bene in carne” – hanno un temperamento migliore di quello delle loro sorelle magre.
4.      Impegni un medico per dare ad ogni impiegata una visita fisica che comprende le condizioni femminili.  Questo passo proteggia l’azienda se qualcuno fa causa, ma rivela anche se l’impiegata ha qualsiasi debolezza che la renderebbe mentalmente o fisicamente incapace di fare il lavoro.
5.      Farle capire dall’inizio l’importanza del tempo:  il fatto che un minuto o due minuti persi qua e là possono avere un brutto effetto sul ruolino di marcia.  Finchè non riuscite a farle capirlo, è probabile che il vostro servizio sarà lento.
6.      Quando è possibile date all’impiegata un’elenco di cose che le impegnerà per tutto il giorno senza dare fastidio al manager ogni tre minuti.  Numerose aziende dicono che le donne sono delle impiegate eccllenti quando hanno il loro lavoro ben disegnato per loro, ma che le manca l’iniziativa di trovare il lavoro da sole.
7.      Quando è possibile lasciate che l’impiegata cambi lavoro durante la giornata.  Le donne sono meno inclinate a diventare ansiose e sono più felici col cambiamento.
8.      Date ad ogni ragazza il numero adequato di periodi di pausa durante la giornata.  Dovete tener conto della psicologia femminile.  Una ragazza ha più confidenza ed è più efficente se può occuparsi della pettinatura, mettersi il rossetto e lavarsi le mani diverse volte al giorno.
9.      Abbiate tatto quando date delle istruzioni o fate una critica.  Le donne sono sensibili; non possono sopportare le parole severe come fanno gli uomini.  Non ridicolizzare mai una donna – rompe il suo spirito e colpa la sua efficienza.
10.   State attenti riguardo alle parolacce nella presenza delle donne.  Anche se il marito o il padre di una ragazza maledice rumorosamente, non le piacerà un posto di lavoro dove si sentono troppe maldedizioni.
11.   Prendete divisi di ogni misura perche ogni ragazza può avere la propria taglia.  Non è possibile esagerare l’importanza di questo punto nel rendere felici le donne.  
Women2women1
postato da strega29 | 06:21 | commenti (2)
donne, lavoro, americani


domenica, 27 gennaio 2008
 

Il modello della missione

La Misión San Carlos Borromeo del Río Carmelo:

300px-MissionCarmelSEGL2MissionCarmel
postato da strega29 | 23:31 | commenti (1)
bambini, scuola, california


sabato, 26 gennaio 2008
 

Agnelllo destinato alla macellazione

Ricordo una serata particolare.  Stavo preparando la cena (da sola) mentre il nostro ospite (in rosso) parlava con mio marito (in azzurro):

X
è un uomo simpatico...  è bravo.
-
Sì, è molto simpatico ma ha problemi a finire il lavoro.
E' molto impegnato con la sua famiglia.
- Eh,
sì la sua moglie non può badare da sola ai loro bambini.  E tutti i mariti italiani fanno così?
 Ahem... eh...

Almeno
qualcuno si è reso conto che stavo ascoltando.  Ho continuato a preparare la cena, pensando alla storia di Roald Dahl, "Lamb to the Slaughter," in cui una moglie ammazza il suo marito con una zampa d'agnello congelata.

Dopo la cena ho lavato i piatti (da sola).  P
iù tardi, dopo la partenza dell'ospite, mio marito ha detto, per l'ennesima volta:  Non succedde nulla se non lo faccio io.

Ho pensato a come la moglie nella storia di Dahl ha cucinato quella zampa d'agnello e l'ha servita ai poliziotti.  Mangiano l'arma del delitto.

Non preoccuparti.  Tutto passato.  E in questa casa  c'
è solo la porca.


venerdì, 25 gennaio 2008
 

Guerre religiose - Part III

Ho scritto delle nostre battaglie alle chiese, ma devo aggiungere che ho alzato la bandiera bianca.  Ho scritto che vogliamo che i nostri figli imparino e vivano le virtù umane e cristiane, poi ho scritto di cosa gli abbiamo insegnato:  va bene ridere della chiesa di un'altra persona.  Non lo facciamo in generale - si tratta della stupida guerra tra mama e papà - ma i bambini non la vedono così.  Da ora in avanti starò MOLTO attenta.  Se un bambino cresce credendo che si può ridere di un'altra religione, non crescerà né cristiano né umano.  Diventerà un... un REPUBBLICANO!

gulf warsposter


giovedì, 24 gennaio 2008
 

Guerre religiose - Part II

Nella chiesa St. Francis of Assisi a Las Vegas, dove mia madre va ogni domenica...

LVchurch1
Mia figlia - Uaaaahh!  Ma chi
è, laggiù sulla croce?

Io - Ma non ti ricordi?  E' G
esù.  (Mia figlia si è abituata a vedere la croce vuota che simbolizza la resurrezione di Cristo.  Di solito non si vede un crocifisso in una chiesa presbiteriana.)

B - E'...  E' morto?
Io - Ma dai!  Sai che
è morto, poi è resuscitato.
B - Allora
è quando li hanno cucito con punti metallici.
Io - S
ì...  Eh, no - eh...
Mama - Sss, zitte!

Pi
ù tardi (bisbigliando)...
B - E chi
è la donna a sinistra?
Io - Santa Maria,
la madre di Gesù.
B - E l'uomo a destra?
Io - San Giuseppe.  Porta
il bambino Gesù.
B - E in mezzo?
Io - San Francesco e Santa Clara.

Pi
ù tardi...

B - Uahh, uahh.
Mama - Che succede?
Io - Amore, che c'
è?
B - Sono tutti (uah) TUTTI morti?!
Io -
Sì, molti anni fa.  Duemila anni fa!
B - Anche la madre e il padre di
Gesù?
Io - S
ì, adesso vivono con Gesù.
B - Ma hai detto che lui vive ancora.  Dove sono i suoi genitori?
Io - Basta, ci parleremo dopo.

Dopo la messa...
B - Non voglio venire mai pi
ù alla chiesa di Nonna F.
Io - Perch
è?
B - Uccidono tutti!
Io - Non
è vero, queste persone sono morte molti anni -
T (la piu' grande) - Lo dice solo perchè papà ci ha detto che i cattolici sacrificano i bambini.
Io - Cosa?!!!
T - Tutto bene, ha detto che non lo fanno
più!
Io - O Dio.
LVchurch2La vista fuori della chiesa - nulla!



mercoledì, 23 gennaio 2008
 

Guerre religiose - Part I

Siamo Mama e Papà, dovremmo concordare sull’educazione religiosa dei nostri figli.  Bene, lo facciamo in un certo senso:  siamo entrambe cristiani e vogliamo che i nostri figli imparino e vivano le virtù umane e cristiane.  Continuiamo però a fare la guerra delle chiese.

Durante le vacanze natalizie i miei figli sono andati a due chiesi: la chiesa presbiteriana di loro papà a Concord, California, e una chiesa del Papa a Las Vegas.   Questa volta – lo ammetto – sono stata io a lanciare i primi missili.  A First Presbyterian Church di Concord, ci sono due co-pastori, una coppia sposata.  Si chiamano Glen e Pat, allora è impossibile indovinare come si chiama il marito e come si chiama la  moglie.  A dire la verità si assomigliano molto, e Glen sarebbe indistinguibile da Pat se non ci fossero il parrucchino nero scintillante di Glen e gli enormi occhiali rotondi di Pat.  O il parruchino di Pat e gli occhiali di Glen, se si chiamano così.  Di solito, i bambini non rimangono nella chiesa per i servizi.  (E non si dice “la messa” perché c’è la comunione solo una volta al mese.)  Communque per Natale i bambini erano costretti a rimanere seduti nei banchi, allora la chiesa gli ha dato sacchetti contenendo pastelli a cera, carta, e caramelle.  Credevo che i miei piccoli figli si diverterebbero, ma essendo cattiva non potevo fare a meno di suggerire a mia prima figlia due cose:  sta attenta al parruchino di Pat (o Glen), che non si muova da solo, e ascolta bene che Glen (o Pat) non faccia come il predicatore scoreggiante:

 

Papà non era contento di sentire perché sua figlia ha ridacchiato durante il servizio.  Domani scirverò del contr’attacco alla chiesa cattolica...



martedì, 22 gennaio 2008
 

Recensione

Ho appena finito di leggere questo libro, scritto dal splinderiano DilloaPepi (dilloapepi.splinder.com/).
Prefazione della recenzione:  Ho ordinato questo libro in dicembre su internet ed è arrivato qui nei primi giorni di gennaio.  Ho letto la sinesi sul retro del libro; ho letto le parole "scommesse sportive" e "calcio," poi l'ho messo sul comodino dov'è rimasto fino a ieri.  Io non scommetto (Non posso aggiungere "mai" ma non scommetto perchè non mi piace perdere.  Mai.) e non parlo di calcio professionale.  Mai.  (Neanche, caro DilloaPepi, quando indosso le ciabatte.)  Communque ieri ho avuto bisogno di evitare una persona che mi fa impazzire in questo periodo, e nel libro ho trovato una scusa per farmi esonerare dalle faccende che mi ha assegnato.  Pensa alla possibilità!  Smettere di lavorare con 47 Euro!

Recensione da una strega californiana:  Avendo esitato di leggere un libro che si tratta di scommesse sportive e calcio - due cose a cui non penso quasi mai - questo libro mi ha divertita parecchio per un giorno intero. 
E' un bel racconto umoristico con la lunghezza ideale per le giornate in spiaggia o per un lungo viaggio in aereo, in treno, ecc.  Non mi ha dato nessun fastidio con dettagli che non capirei degli sport che non seguo, ma credo che darebbe ad ogni tifoso azzurro un ricordo simpatico di certi eventi (alcuni spiacevoli ed altri molto piacevoli) dell'anno 2006.

Nella vecchia fattoria (non ha nulla a che fare con la recensione):  Avrete bisogno di leggere il libro per capire perch
è questa storia piaccerà al
Sig. Bortolini...
Nella famiglia di mia madre c'
è stato lo zio Pat, un fratello di mia nonna che è venuto dall'Irlanda ad abitare nella stalla della fattoria di mia zia Mary.  Zio Pat ha avuto un box tutto suo accanto ai loro cavalli.   Beveva whiskey e raccontava barzellette tutto il giorno.  Non l'ho mai visto mangiare.  In ogni caso, se qualcuno è venuto alla fattoria, era
obbligatorio fargli una visita.

Un giorno mio padre
uscì da solo dalla casa di zia Mary e si diresse verso la stalla.  A distanza vidi che un pastore tedesco si stendeva davanti al portone, allora chiamò, "Pat!  Zio Pat!"
Dalla stalla sentì l'urla, "Charge!  (All'attacco!)"
Il cane si alzò e iniziò
a ringhiare.
"Zio Pat, sono io, Vincenzo."
- "Charge!!"
"Aspetta, zio Pat!  Mi conosci!"
Zio Pat
apparì al portone, gridando di nuovo, "CHARGE!!"

Il cane, abbaiando furiosamente, si
avvicinò a mio padre.
"Sono Vincenzo!  Il marito di Kat-"
- "CHARGE!!!" disse zio Pat, "Vieni quà
, cane di merda!"
postato da strega29 | 21:49 | commenti (6)
recensione, genitori, blogger