Quando sono rientrata da Praga c'erano 7 persone nella mia casa: i miei figli, 2 ragazzi tedeschi e una mia amica italiana. I tedeschi sono andati via, poi i "nuovi" italiani sono arrivati poco dopo la partenza della mia amica.
Per loro Luca ha girato la maniglia della macchina per pasta.
Visto che non avevamo festeggiato il compleanno della mia terza figlia (grazie ai pidocchi) ieri l'ho portata a Universal Studios con una sua amica. Ieri sera gli italiani sono partiti e solo 3 ore dopo i miei cugini francesi sono arrivati. (A proposito, R, Bianco abbaia alle valigie dei nuovi arrivati!) (Adoro SpongeBob!)
Questi sono tre Motel al NEON che ho sempre notato vicino alla casa dell'amichetta di mia figlia. Sono americanissimi, anzi, stereotipicamente los-angelini.
Ieri mi hanno fatto ricordare una colazione con i tedeschi, la mia amica italiana e una sua amica. I miei figli stavano mangiando nella cucina quando la seconda ha domandato alla prima, "Ma perche' mangiamo nella cucina?" La prima ha risposto, "Perche' abitiamo in un albergo."
Quando i francesi partiranno, un collega di mio marito arriverà con sua moglie. Sono kirghizistani ma non li ho mai incontrati. Rimarranno per una decina di giorni, poi... Chi lo sa? Abitiamo in un albergo. Americanissimo.
Ti è mai capitato che un amico/a che ti piaceva ti chiedesse, “Dimmi, il tuo amico/la tua amica ‘X,’ cosa pensa di me?” e l’hai presa male perché hai capito che a lui/lei non importa cosa pensi ... che si fingeva amico/a solo per avvicinarsi a “X”?
Sono stanca di sentirmi così insignificante; domandaglielo tu.
La mia seconda figlia ha un amica "X". Suo padre è stato uno dei creatori della serie televisiva "Malcom" (il figlio di mezzo). Stasera stavamo guardando un vecchio episodio e quando mia figlia ha riso forte ho detto, "Ma sai che quasi tutte le battute sono scritte dal papà di X?"
Mia figlia: "Ah, ecco perchè la X ha una biblioteca privata."
Io: "Cosa?"
Mia figlia: "Hanno una casa enorme. C'è la biblioteca della casa, poi c'è un'altra stanza per la biblioteca privata di X."
Io: "Ah, si'. Sarà per quello là, sulla tv. Malcom è stato un grande successo."
Ieri la mia prima figlia si è iscritta al liceo (pubblico). E’ stata un’esperienza incredibile. Visto che la scuola è enorme (quest’anno ci sono quasi 3200 alunni, un pò meno rispetto agli anni precedenti) mi aspettavo un’attesa infinita, ma è andato tutto veloce da una “stazione” all’altra: iscrizione; distribuzione del calendario/diario scolastico; un minuto con il fotografo in piedi davanti al suo computer; ritiro della carta d’identità elettronica fatta con la foto appena scattata; iscrizione per l’esame nazionale PSAT il 17 ottobre; distribuzione dell’orario delle lezioni...
All’inizio sull’orario di mia figlia c’era Educazione Fisica ma niente Marching Band (ogni mattina alle 7.12 mia figlia marcia e suona per un’ora sul campo di football americano piu' o meno cosi: www.youtube.com/watch). Mia figlia aveva paura di perdere l’ora libera in cui voleva prendere lezioni di francese, ma anche a quel punto è andato veloce. Abbiamo parlato con una consulente seduta davanti ad un computer, le abbiamo dato la carta d’identità e CLIC-CLIC: Educazione Fisica 9 è stata sostituita con Francese I, e c’era la nuova scritta “Marching Band” sull’orario. Finalmente siamo andati alla biblioteca dove un ragazzo seduto davanti ad un computer ha passato la nuovissima carta elettronica su uno scanner, facendo la stessa cosa con una montagna di testi scolastici. Ha detto a mia figlia che lo scanner lo registrerà quando lei restituirà alla biblioteca tutti quei libri.
Ho detto a mia figlia che lo trovo incredibile, che fanno tutto con quella piccola carta con la sua foto. Ha risposto che all’ora di pranzo un alunni può uscire dal campus ma per rientrare deve passare la carta elettronica sotto uno scanner oppure farla vedere ad una guardia di sicurezza.
Mi sto domandando come saremmo sopravvissuti senza i computer.