La vita L.A.

   Don't trust anyone over 30 - Jerry Rubin

 



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venerdì, 06 novembre 2009
 

Homecoming

Oggi è l'ultimo giorno di Homecoming al liceo di mia figlia, l’unico liceo della città.  Homecoming è una tradizione americana, 2-3 giorni quando accogliono gli ex allievi di un’istituto come il liceo o l’università.  Di solito comprende una sfilata per le vie della città, una partita di football e una festa per gli alunni.  In molti casi gli alunni scegliono un re e una regina (o solo una regina e la sua corte) a presidere agli eventi come il Pep Rally prima della grande partita.
 
Purtroppo quest’anno è accaduto qualcosa di terribile:  martedì sera un ex allievo è stato sparato e ucciso in un parco vicino al liceo. I poliziotti dicono che l’omicidio è stata legato alle bande criminali, come se fosse successo su un altro pianeta. Tuttavia il ragazzo aveva ancora molti amici alla scuola, quindi il liceo ha offerto il solito Grief Counseling, psicoterapia dopo gli eventi traumatici. Gli alunni, invece, non hanno avuto una reazione di tristezza estrema o dolore; hanno avuto una reazione di paura. Molti dicono che non andranno stasera a guardare la partita, dicendo: “Se quel ragazzo era legato alle bande forse i suoi amici cercano vendetta. Questo non me lo aspettavo... non si sa mai chi ha a che fare con le bande.”  Non domandano Grief Counseling, domandano protezione.  (Bravi!)
 
Bentornati, ex allievi.

postato da strega29 | 18:08 | commenti (1)
americani


martedì, 27 ottobre 2009
 

Non ho parole

postato da strega29 | 00:00 | commenti (5)
stranezze, americani


martedì, 20 ottobre 2009
 

Una bella settimana

Ahhh, mi sentivo proprio una


Sono riuscita ad andare a 4 degli eventi di (H)itWeekL.A.

www.hitweek.it/

Grazie all'ispirazione di Francesco Del Maro di Mela, Inc. Los Angeles e Music Experience Roma, è nata (H)itWeekL.A.: 6 giorni e notti di musica, cinema, moda, design, cucina, vino e motociclette Ducati.  (Ma speriamo che le ultime due cose siano state tenute distinti, no?)  Stuffo di sentire la domanda, "E' un musicista italiano, allora suona il mandolino?" Del Maro voleva farci conoscere la vera musica italiana, invitando i Negrita, Giovanni Allevi, gli Africa Unite, Le Vibrazioni, i Calibro 35, gli Afterhours, Daniele Luppi, i Belladonna, The Niro, Amana Melomé, i Jesus Was Homeless, Marco Fabi, e Franco Battiato al nostro umile paese. Hit Week è iniziata con una mostra personale dei quadri del Battiato, e durante il week-end si sarebbero svolti tre concerti:  gli altri musicisti e gruppi venerdì e sabato sera al teatro Henry Fonda a Hollywood (con ingresso gratuito per gli studenti e studentesse californiani) e il terzo al Broad Stage di Santa Monica, 400 posti pagati per l'opportunità di ascoltare uno dei più grandi musicisti italiani di sempre.

Sono andata alla festa e il concerto di venerdì 16 ottobre, ma sono arrivata tardi e ho visto solo i Linea77.  Peccato che non abbiano raggiunto molti ragazzi latino-americani. Dei Linea77 ho sentito dire, “Sono così East L.A.!” (era un complimento) ma direi che a questo evento c’erano pochi che venivano dalla East Side.  Di quello che ho sentito sulla pista gli americani non hanno apprezzato molto i Belladonna, e gli headliner – Le Vibrazioni – non hanno suonato. Per gli Afterhours c’era un solo problema: gli spettatori che sono rimasti fino alle 23.30 (quando hanno iniziato) si erano ubriacati alla festa sul tetto del teatro e non volevano scendere per l’ultimo gruppo. Ma erano davvero gli ultimi a suonare? Non lo so... me ne sono andata.

Fortunatamente sono tornata per il concerto del 17... purtroppo sono arrivata troppo tardi per la performanza di Marco Fabi (lo stavo fissando ieri sera al concerto del Battiato – ma com’è bello ;-) c’è qualcuno che mi possa dire se è anche bravo?) Per me prima c’era Amana Melomé che avevo visto un anno fa al Palms Bar, un club lesbico. Non mi piace molto... ma quando i Calibro 35 hanno detto, “Abbiamo 2 minuti in più,” gli spettatori (me inclusa) hanno gridato, “No!” Quando hanno finito ho sentito sulla pista delle urla tipo, “That was awesome!” ed ero contenta di vedere i ragazzi americani che mandavano degli sms ai loro amici: Ho appena ascoltato un gruppo...  Ieri sera un certo manager americano mi ha detto che vuole occuparsi dei loro futuri eventi in California Eccoli, indossando le maschere da sci come ladri di banca:


(Scusatemi, ma si sono scaricate le pile della mia macchina fotografica e ho dovuto fare foto con il cellulare :-((()

Dopo i Calibro 35 ha suonato il virtuoso Giovanni Allevi.  Direi che il Music Box non era adatto al pianista.  Dovrebbe tornare a suonare a Royce Hall dell’UCLA, magari all’Hollywood Bowl, dove gli spettatori non devono fare Shhh-shhh alla gente che beve e parla al bar. E’ bravissimo e merita tutta l’attenzione dell’audience.

Il primo gruppo a farci ballare sul serio erano gli Africa Unite. Non ho parole... bhé, solo una: spettacolari! – è tutto il giorno che canto, “Mentre Fuori Piove.”
 

Poi... a mezzanotte e 20... i fantastici Negrita!

Hanno suonato tra gli altri i brani Che Rumore Fa La Felicità, Il Libro in una mano, la Bomba Nell’altra, e 20 secondi di Rotolando Verso Sud... poi Pau ha detto, “è rotta la chitarra” e hanno cambiato canzone.

Franky è stato molto simpatico con le ragazze sotto al palco e anche con la vecchia Strega29+. Qui canta con me (ovviamente senza microfono): “da vivere insieme, insieme, insieme...”

 

Mi sono divertita come una matta, ma alla fina ero troppo stanca per andare alla After Party con i Negrita (e avevo promesso di leggere la bibbia nella liturgia alle NOVE).  Ho mandato in pensione il mio braccialetto VIP e sono tornata a casa.  Includo questa foto solo perchè si vede quant’è stato piccolo il luogo. I Negrita, che riempiono gli stadi d’Italia hanno avuto – quanti? – 100 spettatori a Hollywood. Allora sarà per la prossima volta, la prossima Hit Week... ce ne saranno altre, vero, signor Del Maro? A proposito, complimenti!

Chiudo con questo: anche se canta in italiano gli americani hanno apprezzato molto le canzoni di Franco Battiato. Ha cantato per più di un’ora e mezza più 2 attesi encore e 2 attese ovazioni. Alla fine Battiato ha dovuto dire, “Facciamo l’ultimo, okay?” ed è scappato via alla fine della canzone. Siamo rimasti in piedi ad applaudire i musicisti che l’hanno accompagnato. E’ stata una bella fine... una bella settimana.


venerdì, 16 ottobre 2009
 

Renaissance Man

Questa sono io, oggi alle 1600:

Dove?  Al settimo cielo... in realtà al Sunset Marquis Hotel, a pochi passi dal Whisky a Go Go sulla famosa Sunset Strip a Hollywood.  Stavo per fare un'intervista a Franco Battiato, di cui non ho domandato il permesso di postare la foto.  Anche se l'avessi fatto, la foto la terrei privata.  E' mia!

Per il testo dell'intervista devi aspettare la prossima edizione di SuperGaCineMagazine www.supergacinema.it/, ma sedendomi qui stasera ho dovuto scrivere qualcosa.  Ho pensato prima alla frase inglese to watch, "da guardare," che ha il senso di "da seguire," degno di nota.  Per la maggior parte degli americani, Battiato è nuovo, un musicista e/o un regista "da seguire."  Dopo di incontrarlo e vedere com'è pieno di idee, filosofia, arte... posso dire, come forse già sai, che è anche una persona da seguire, una persona degna del massimo rispetto.

Finalmente mi è  venuta in mente la frase Renaissance man, Uomo universale.  E' stato Leon Battista Alberti a scrivere “un uomo può fare tutto perché lo voglia.”  Fra le sue composizioni, i suoi quadri, i suoi film e - dato che sono americana - milioni di cose di cui non so niente, Franco Battiato ci fa vedere cosa si può fare con la volontà.


domenica, 11 ottobre 2009
 

Don't worry about a thing

Mio fratello, a casa con l'influenza:  Il programma per bambini Yo Gabba Gabba mi confonda e mi disturba.

Io:  Ma sai che lo danno anche dopo mezzanotte perche' piace a quelli che si fanno la canna?

Mio fratello:  Ah, ecco perche' hanno finito l'episodio con un video di due asini che cantano "Three Little Birds" di Bob Marley.

vids.myspace.com/index.cfm


mercoledì, 30 settembre 2009
 

Americanissimi

Quando sono rientrata da Praga c'erano 7 persone nella mia casa:  i miei figli, 2 ragazzi tedeschi e una mia amica italiana.  I tedeschi sono andati via, poi i "nuovi" italiani sono arrivati poco dopo la partenza della mia amica.



Per loro Luca ha girato la maniglia della macchina per pasta.


Visto che non avevamo festeggiato il compleanno della mia terza figlia (grazie ai pidocchi) ieri l'ho portata a Universal Studios con una sua amica.  Ieri sera gli italiani sono partiti e solo 3 ore dopo i miei cugini francesi sono arrivati.  (A proposito, R, Bianco abbaia alle valigie dei nuovi arrivati!)

(Adoro SpongeBob!)



Questi sono tre Motel al NEON che ho sempre notato vicino alla casa dell'amichetta di mia figlia.  Sono americanissimi, anzi, stereotipicamente los-angelini.



Ieri mi hanno fatto ricordare una colazione con i tedeschi, la mia amica italiana e una sua amica.  I miei figli stavano mangiando nella cucina quando la seconda ha domandato alla prima, "Ma perche' mangiamo nella cucina?"  La prima ha risposto, "Perche' abitiamo in un albergo."

Quando i francesi partiranno, un collega di mio marito arriverà con sua moglie.  Sono kirghizistani ma non li ho mai incontrati.  Rimarranno per una decina di giorni, poi... Chi lo sa?  Abitiamo in un albergo.  Americanissimo.
postato da strega29 | 02:06 | commenti (5)
americani, hollywood


mercoledì, 02 settembre 2009
 

Liceo futuristico

Ieri la mia prima figlia si è iscritta al liceo (pubblico).  E’ stata un’esperienza incredibile. Visto che la scuola è enorme (quest’anno ci sono quasi 3200 alunni, un pò meno rispetto agli anni precedenti) mi aspettavo un’attesa infinita, ma è andato tutto veloce da una “stazione” all’altra: iscrizione; distribuzione del calendario/diario scolastico; un minuto con il fotografo in piedi davanti al suo computer; ritiro della carta d’identità elettronica fatta con la foto appena scattata; iscrizione per l’esame nazionale PSAT il 17 ottobre; distribuzione dell’orario delle lezioni...  

All’inizio sull’orario di mia figlia c’era Educazione Fisica ma niente Marching Band (ogni mattina alle 7.12 mia figlia marcia e suona per un’ora sul campo di football americano piu' o meno cosi: www.youtube.com/watch).  Mia figlia aveva paura di perdere l’ora libera in cui voleva prendere lezioni di francese, ma anche a quel punto è andato veloce.  Abbiamo parlato con una consulente seduta davanti ad un computer, le abbiamo dato la carta d’identità e CLIC-CLIC: Educazione Fisica 9 è stata sostituita con Francese I, e c’era la nuova scritta “Marching Band” sull’orario.  Finalmente siamo andati alla biblioteca dove un ragazzo seduto davanti ad un computer ha passato la nuovissima carta elettronica su uno scanner, facendo la stessa cosa con una montagna di testi scolastici. Ha detto a mia figlia che lo scanner lo registrerà quando lei restituirà alla biblioteca tutti quei libri.

Ho detto a mia figlia che lo trovo incredibile, che fanno tutto con quella piccola carta con la sua foto.  Ha risposto che all’ora di pranzo un alunni può uscire dal campus ma per rientrare deve passare la carta elettronica sotto uno scanner oppure farla vedere ad una guardia di sicurezza.

Mi sto domandando come saremmo sopravvissuti senza i computer.



giovedì, 27 agosto 2009
 

Buone notizie

               Il 20 agosto Jon Stewart ha riportato come altre nazioni – Germania, Giappone, Francia, Canada – stanno uscendo dalla recessione; solo gli Usa rimangono impantanati nella recessione.  L’unica buona notizia per noi? Stewart ci fa vedere un telegiornalista della Fox News:  «9 dollari su 10 portano tracce di polvere di cocaina.»

Almeno hanno un valore più alto di quello che c’è scritto sulla banconota! Il dollaro non è sullo standard dell’oro, è sullo standard dell’oro colombiano! 

Aggiugne lo Stewart:  «E che cosa ha l’Euro sulle banconote?  Nutella ed ecstasy?  Lalalalala...   L’unica cattiva notizia in quella storia sarebbe se la città con la più cocaina sulle banconote fosse in qualche modo fondamentale per la struttura del potere del nostro paese.»

Il telegiornalista continua: «Dicono che Washington, DC ha i contanti più contaminati...»

           Stewart: «Wow!  Washington, DC ha la più grande presenza della cocaina sulle banconote?



domenica, 24 maggio 2009
 

State v. Neumann

2 o 3 giorni fa la madre della ragazza 11enne Kara Neumann è stata condannata per non aver portato sua figlia in ospedale il giorno in cui morì.  Leilani Neumann si è limitata a pregare Dio per la salute della figlia, dicendo che ha avvertito lo spirito dell’Angelo della Morte nella sua casa.

 

Le autorità dicono che nei giorni prima della sua morte, la ragazza non riusciva né a camminare né a parlare.  Poi è andata in coma diabetica e morì a casa.  Sua madre aveva mandato una email ai membri della sua famiglia scrivendo “Aiuto, nostra figlia ha bisogno di preghiere di emergenza,” ma ha rifiutato di ascoltare i consigli di sua suocera e portare la ragazza da un medico.

 

Dall’avvocato della contea di Marathon, Wisconsin, Jill Falstad: «Questa causa si tratta di Kara Neumann e il suo diritto di crescere.  Sarebbe bastato una cura semplice.  Dei fluidi e dell’insulina sarebbero stati tutto quello che era necessario.»

 

Dale Neumann, il marito di Leilani, dice che sua moglie non ha fatto nulla di male.  Non ha chiamato un medico perchè «Dio è più forte di ogni cura inventata da uomini.»

 

I blog americani sono pieni di discussioni tipo “E’ giusto imprigionare la madre in lutto?  Voleva solo aiutare sua figlia, le voleva bene.”

 

La causa contro la madre Leilani Neumann durerà anni con argomenti che lo stato non deve interferire con la religione di una famiglia.

 

Concordo pienamente... sempre che la religione non interferisca con il diritto di vivere.  Come ha fatto a Kara Neumann.

 


domenica, 17 maggio 2009
 

BRING IT ON!

Questa squadra di bambine 6-7enni ha vinto 3 partite IN UN GIORNO per giocare nella partita del campionato domani mattina (dobbiamo arrivare alle 8).  Oggi eravamo al parco dalle 8 - si, LE OTTO - fino alle 19,00 ma ce l'hanno fatta!




E' la mia terza figlia, quella con la casca verde.

 
 
postato da strega29 | 05:58 | commenti (3)
bambini, sport, americani